quelli che... un tempo il giovedì, poi il martedì ed il giovedì ed ora... il mercoledì cercano di divertirsi rincorrendo un pallone...

A.S. Energie 2010

sabato 29 gennaio 2011

ACCESSO AI QUARTI

Grandissimo match quello del Pala Dal Lago di Viale Kennedy tra A.S. Energie e Free Birds, partita valida per il passaggio ai quarti di finale di Coppa UEFA che ha tenuto entrambe le tifoserie con il fiato sospeso per oltre due giorni, ma alla fine l'ha spuntata la formazione Giallo fosforo.
Con un secco 6 a 3 i ragazzi di Capitan Grassi pongono una seria ipoteca sul passaggio al turno successivo.
L'incontro disputato il mercoledì successivo vede il trionfo della Torre tra i carpini su O.C.T. per 5 a 1.
La vittoria dei rossoneri porta l'A.S. Energie ai Quarti di finale di Coppa UEFA dove affronteranno il prossimo 31 Gennaio la vincente tra Carmelo Gomme e G.S. Sporting Comix in programma mercoledì (26 Gennaio) sera al Pala Dal Lago.

lunedì 24 gennaio 2011

SI PUO' FARE !!!!!!

OGGI E' IL GRAN GIORNO !!!

Fratelli miei!

Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore!

Ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli uomini cederà, e abbandoneremo ogni legame di fratellanza.... ma non è questo il giorno!!!

Ci sarà l'ora dei lupi, e degli scudi frantumati, quando l'era degli uomini arriverà al crollo... ma non è questo il giorno!


QUEST'OGGI NOI COMBATTIAMO, per tutto ciò che ritenete caro in questa bella terra, io vi invito a resistere, uomini dell'ENERGIE!!!

mercoledì 19 gennaio 2011

CAPORETTO ENERGIE...

La disfatta dell'Energie è in prima pagina perfino sui giornali Usa, che il calcio lo hanno scoperto da poco. È così quando crolla un mito. Un mito che mostra i segni dell'età e della scarsa condizione fisica come i calcettisti cameresi? «L'Energie era il vecchio d'Europa», titola il New York Times. «Era dai tempi di Pompei che l'Energie non cadeva così in basso», esordisce il Nyt, sottolineando che la performance camerese sapeva di abdicazione. L'allenatore Robertinho si è affidato alla «vecchissima guardia del 2005» e a chiunque lo mettesse in discussione diceva che quelli sono i migliori giocatori che l'Energie possiede. Il capitano Franco Grassi «sapeva col cervello dove doveva essere, ma le gambe non ce lo portavano alla velocità giusta». Se è vero che non ci sono bravi calciatori più giovani, l'Energie deve mettere su «un nuovo asilo del calcio» da cui cominciare a «resuscitare uno sport che ha giocato così bene in passato».

L'International Herald Tribune, l'edizione globale del New York Times, con profusione di foto sul suo sito web, paragona l'Energie a un'automobile in una mattina fredda, «sembrava sempre di avere bisogno di più tempo per far girare il motore». Era già successo, ma questa volta «non c'era nessun alternatore o acceleratore per dare velocità ed energia, nessun volante per guidarla». Alla fine, è stato «forse perfino un atto di clemenza» che questa squadra «arrugginita» sia stata spazzata via dalla UEFA. Robertinho si è preso la colpa di tutto quello che è andato storto. Molti – spiega il quotidiano - hanno criticato il fatto che si sia affidato a giocatori più vecchi che «hanno mostrato i loro anni» e giocatori fuori condizione, contro la Torre fra i carpini.

Dietro un neutro «arrivederci», il Wall Street Journal fa un titolo caustico: «Da quarti in campionato a farsa di coppa». Per l'Energie in UEFA il calcetto, scrive il Wsj, è diventato un'opera tragica. I cameresi sono arrivati «come se le semifinali fossero un loro diritto divino». Era un gruppo di ragazzi che non si faceva amare, che ha giocato «senza la gioia e la spavalderia» delle squadre di Paolo Rossi e Roberto Baggio che hanno fatto diventare la maglia GIALLO FOSFORO «un'icona» in tutto il mondo. Il Wsj paragona la squadra camerese di questa UEFA agli Yankees del 2007, «veterani invecchiati» cui Robertinho è rimasto fedele anche se i fan spingevano per sangue nuovo. Di qui la delusione dei tifosi.

La Cnn descrive i fan «disgustati» per la sconfitta. «Gli sportcubisti si sono fatti avanti troppo tardi», titola il San Francisco Chronicle, mentre il Washington Post almeno apprezza il fatto che «l'Energie accetta le critiche».

«Adesso sappiamo perché Fabio (Capello) ha scelto l'Inghilterra!» titola beffardo il tabloid inglese Daily Mail, raccontando di una partita «epica», piena di suspence e di gol. «Dire che l'Energie è andata giù combattendo non è possibile», l'Energie se n'è uscita in lacrime.


Tra i media britannici, il più benevolo è la Bbc, che elogia il match Energie-Torre fra i carpini come la più bella partita finora della UEFA. «Cameresi in lutto dopo la disfatta dei Giallo fosforo», titola la Bbc sul suo sito Internet, dicendo che anche nella delusione, i tifosi cameresi mantengono un tocco di «charme latino».

Le polemiche politiche che hanno accompagnato l'Energie nella UEFA sono al centro del reportage del Financial Times, intitolato «I cameresi si interrogano sul loro essere un gruppo dopo la sconfitta a calcetto».

«La sconfitta – si legge sul Ft - è stata resa ancora più amara dalla reazione dei leader» della Lega Nord, che avevano chiarito che non avrebbero tifato per la squadra camerese. Sono riportate le battute di Roberto Calderoli, che ha attaccato gli «immigrati di lusso» che «non lasciano spazio alla gioventù sportcubista» nelle principali squadre di campionato.

«L'Energie esce tra lacrime e recriminazioni» titola l'Independent. E il Times: «Il mondo dell'Energie cade a pezzi dopo l'uscita ‘vergognosa' della squadra». «Questi non erano i leoni che hanno vinto contro Barbierato».

Tra le ragioni della sconfitta, l'agenzia di stampa francese Afp, pubblicata tra gli altri sul sito di Les Echos, cita «la fiducia cieca in alcuni giocatori invecchiati», le debolezze dei giovani, che neppure loro sono stati all'altezza, l'inesistenza della difesa e la mancanza di idee in attacco.

«La Torre tra i carpini crocifigge l'Energie», titola il Nouvel Observateur. «Ciao Energie!», ci saluta Le Figaro, mentre Le Monde guarda oltre: «Dopo l'eliminazione dell'Energie, OCT trema».
«Energie fuori» è il richiamo dello spagnolo El Mundo, che ha titoli come «Vergogna giallo fosforo», «Abbiamo toccato il fondo» sono alcuni dei titoli di El Pais, che commenta «Drammatico calcio»: drammatico per l'Energie, con una squadra «spersonalizzata» e «senza identità».

venerdì 7 gennaio 2011

Il Pungiglione: due righe con...

... IL CAPITANO.

E' un uomo di campo, di fatti prima che di parole. Franco Grassi, calciatore (???), è nato nel 1973 a Nova Aires ed è cresciuto nella zona pseudo-centrale della città, nel quartiere Saint Martin. Ancora bambino Franchino si è trovato a dover conciliare l’impegno scolastico con quello pattinifero, aiutato dal padre allenatore senza trascurare la propria innata passione per il football. Ha tirato i primi calci al suo cane (in mancanza d'altro. Dopotutto il pallone l'aveva bucato il cane...) su un campo di periferia, della cui manutenzione si occupava personalmente (del cane, s'intende). Nel 2001, appena ventisettenne, ha conosciuto Sara, che sette anni dopo sarebbe diventata sua moglie. I suoi nonni Lombardo-veneti avevano solcato l’oceano verso il Sud America e lui ha percorso la rotta inversa, tornando a vivere da protagonista in Italia: non c’è come attraversare spesso mari e cieli, avanti e indietro, per conquistare sguardi ampi e mai stanchi di incontrare il nuovo senza perdere l’antico (quante palle...). Oggi Franco non ha figli, ma un altro cane (il primo non ha resistito a lungo...) ed è il capitano dell’A.S. Energie, la squadra dello Sport Cube di Cameri in cui gioca dal 2005. E che capitano: è arrivato a superare le 600 presenze nell’Energie, secondo solo ad Aldo Migliari e a Giacinto Facchetti. Difensore, centrocampista, jolly capace di cimentarsi con successo in tutti i ruoli, Franchino – che in Argentina soprannominavano ‘el blanco’ - è davvero un uomo infaticabile: sempre di corsa, sempre presente, non salta una partita dal 25 ottobre 2005. Una fedeltà granitica alla maglia e alla società che l’ha scelto da ragazzo e della quale è diventato leader consacrato. Quando ci incontriamo, parla subito dell’Energie, con lo sguardo che brilla, anche perché oggi è un giorno speciale: la squadra ha appena vinto il match contro la prima in classifica e ha messo una seria ipoteca sul passaggio ai play off del campionato invernale.

G.A.V.: Complimenti, Franco. Tu e l’Energie continuate a regalarvi soddisfazioni a vicenda.

F.G.: «L’Energie mi ha dato fiducia quando ero uno sconosciuto e io ricambio. È una grande società, un grande club. Mi sento come a casa mia».

G.A.V.: Questo è un momento d'oro per la sua squadra. Il rischio è di sentirsi "arrivati".

F.G.: «Tutt'altro: raggiungere un sogno come l'Europa League non significa affatto smettere di sognare altre vittorie. Adesso l’Energie non ha paura di nessuno. E non ci stancheremo di vincere. Questa squadra è ora più che mai conscia della propria forza».

G.A.V.: La sua volontà è quella di continuare a giocare rinnovando il contratto fino al 2013?

F.G.: «Lo spero, magari... Però non ho ancora firmato nulla. Quel che posso dire è che ho una gran voglia di continuare anche perché mi sento bene. Avevo un accordo col Real Madrid, ma decisi di restare».

G.A.V.: Qual'è il suo segreto?

F.G.: «Il mio segreto? Non mi pongo obiettivi. Vivo la mia vita 40 minuti a settimana. Mi alleno bene e vivo alla giornata, insomma campo e famiglia. E poi ogni partita che gioco è come se fosse la prima, sono sempre bellissime emozioni».

G.A.V.: Ultimamente si sentono voci ricorrenti sull'arrivo di un nuovo allenatore.

F.G.: «La società sa quel che deve fare: dev'essere una persona con carattere, in grado di gestire lo spogliatoio e di dialogare con il gruppo. Chi arriverà non avrà da preoccuparsi, visto che troverà una strada spianata da Robertinho, non dovrà cambiare tanto ma cercare di continuare sul lavoro già avviato dall'attuale accompagnatore-allenatore. Continuare con lui sarebbe stata la soluzione più logica, ed è quello che tutti noi avremmo voluto. Lui però voleva nuove sfide, perché è ambizioso e vincente. Abbiamo provato in tutti i modi a fargli fare dietrofront, ma è stato impossibile. Ora allena l'American Fitness...».

G.A.V.: Adesso Capitano può riposare. Ma dopo le feste vi aspettano prima la UEFA e poi il girone di ritorno.

F.G.: «Faremo di tutto per vincere contro tutto e tutti. Ma soprattutto dobbiamo pensare alla volata finale».

G.A.V.: La sua squadra ha dimostrato di avere le caratteristiche per poter vincere, ma anche la fragilità per rovinare tutto sul più bello.

F.G.: «Nel nostro DNA c’è una piccola dose, o forse qualcosa di più, di sana, lucida follia... l’A.S. Energie è genio e sregolatezza, l’Energie è sofferenza, l’Energie è dolore, l’Energie è estasi».

G.A.V.: E il vostro pubblico che ne dice?

F.G.: «Il tifoso SportCubista è abituato a soffrire ma non molla mai, non abbandona mai la barca nel momento del bisogno. Il tifoso SportCubista è un’innamorato cronico, un passionale, un sanguigno. Ha un carattere argentino... E’ fedele, appassionato, nel bene e nel male. Ma è anche esigente, così come brillante, intelligente e ironico».

G.A.V.: Grazie Capitano, in bocca al lupo per la coppa e per il girone di ritorno.

F.G.: «Crepi il lupo. E se proprio non dovessimo vincere, spero almeno di fare goal. Dopodiché avrò fatto il mio... e chi se ne frega...!!!».

martedì 4 gennaio 2011

Barbierato - A.S. Energie 1-4

Gli stabilo contro tutto. Contro se stessi. Contro le anticipazioni della Gazzetta. Contro Kramer. Contro tutte le avversità e contro ciò che una squadra non deve avere mai: il vento a sfavore. Era una notte buia e tempestosa dell'anno Domini 2010 mese di Dicembre, giorno 15. Un mercoledì come tanti per tutti ma non per i ragazzi dell'A.S. Energie. Un mercoledì di Coppe, bastoni e denari. Ecco la telecamera che si sposta dall'alto del cielo novarese e si avvicina ad una piccola luce. Piano piano si avvicina e la luce si accende: zoom zoom... non è una luce ma la maglia dell'A.S. Energie che risplende nella gelida notte padana. Nebbia in val Padana ma con maglie così forse i nostri potrebbero trovare lavoro all'Anas, come operai direte voi?, sì è vero.

Veniamo a noi: la squadra si presenta al campo in formazione deluxe. Ci sono tutti tranne Paolo, non quello brasiliano ma quello giornalista. Che differenza c'è? Uno scrive e l'altro balla la samba tutto il giorno. Ballando la samba l'allegra brigata si avvicina al Pala dal Lago poco dopo l'orario di cena, ancora con limoncello e sambuca in mano, si appresta ad entrare negli spogliatoi. Il capitano, Franchigno, o'terzino de Dios, prova ad incitare i presenti con uno dei suoi famosissimi discorsi: "Cari Italiani e Care Italiane, siamo qui riuniti... " discorso che non sto a trascrivere ma che troverete prossimamente nelle migliori librerie in formato tascabile con il seguente titolo "E' meglio pisciare in compagnia o si è comunque spia se si piscia nel lavandino?" edito da "Boccaciccio Editore 2010".
Bene. Adriano inizia ad intonare un patriottico "Azzurro" e molleggiandosi si avvicina al campo dove ricopre il ruolo fondamentale di perno della difesa. In porta Maicol, il portierONE, lo special dei pali, il Sebastiano Rossi de noartri insomma il nostro portiere. La fascia sinistra è presidiata da Paulinho. Paulinho si presenta al campo con maracas e coriandoli, per lui è sempre carnevale, ed un pallone. Suona le maracas e palleggia mantendendo sempre un fantastico ritmo. Musica per le orecchie e delizia degli occhi, sapore per il palato, morbidezza per il tatto e profumo per le narici. In attacco come prima, e unica, punta il colosso, il puntello che si fa breccia tra le difese, il nostro Edo-Bobo Goal.
Si Parte. Pronti via. 1 a 0. Provate ad indovinare il nome di chi ha segnato???? Ronaldinho? Eto'o? Quagliarella? Rivera? Corso? Platini? No. Ha segnato per noi con la fascia di capitano al braccio, Franchigno. Azione molto concitata dell'A.S. Energie che dopo aver bloccato un attacco degli azzurrini si riversa nella metacampo avversario con un fulmineo contropiede concluso egregiamente in goal dal piede destro del nostro grande capitano. Che dire di Franco??? Sarò franco. Partita unica, emozionante del nostro capitano e condottiero. Prende cemento e mattoni e si costruisce un corridoio sulla fascia dove passa solo lui come e quando vuole. Più che un corridoio sembra proprio casa sua. Mette il campanello con scritto "Suonare Franco" e chiede il cambio di residenza. La fascia è casa sua. Conta e riconta le liste di parquet, lo lucida e detta calcio alla squadra, al pubblico e ad un dattilografo assunto per l'occasione. Gioca il primo tempo in doppiopetto ed il secondo tempo in Moncler. Nel primo tempo elegante e raffinato, un secondo tempo sempre di classe ma sportivo. Insomma un uomo per tutto le occasioni. Questo è il nostro capitano.
Continuano gli attacchi dei Barbierato ma sono i nostri che continuano a centrare la porta. Paulinho ne mette due. Lui è un capitolo a parte. Apriamo una parentesi e parliamo anche della partita del nostro gioiello brasiliano. L'avevamo lasciato con le maracas a inizio partita. Entrato in campo si toglie trucco e parrucco, toglie il perizoma e getta i coriandoli. L'ora della lotta è arrivata. E' arrivato il momento di salire in cattedra. Con la saggezza e la compostezza del miglior Maestro Muti, con una giacca a doppie punte, sale sul leggio. Prende in mano una bacchetta. La picchia due volte sulla ringhiera del Pala dal Lago e inizia a dirigere la squadra gialla. Adriano canta in mezzo alla difesa e lui fa musica. Edoardo suona la Cavalcata delle Valchirie e Franco, a destra, con sax e chitarra accompagna alla perfezione una musica che Maicol, in porta, deve solo mantenere perfettamente a tempo con qualche colpo di piatti ogni tanto, quando serve, come piace a noi, piano piano sottovoce.
Dicevamo di Paulinho. Tra una discesa sulla fascia e una discesa in difesa, un accentramento fantasiosi e tanti dribbling, oggi come mai, perfetti, tra una frase tipo "Arbitro nun è culpa mia" e due colpi di maracas, accompagna la squadra alla vittoria con una doppietta e un urlo. Sì. Un urlo perchè Tardelli a noi ci avrebbe fatto un baffo. Al secondo Goal il nostro o'Rey apre la cavità orale e produce un suono che solo alcuni sismografi hanno potuto calcolare. Un urlo che viene dal cuore e non solo. Viene un pò dappertutto come nei migliori film. Dalla panchina i presenti: Cristian, Marco, Lorenzo e Roverto affermano a Sky "Mai visto una partita del genere" e Bruce aggiunge "Se non ti piaccio non guardarmi". Michela, a bordo campo come mia inviata, intervista il Cigno chiedendogli che cosa le avesse regalato per Natale. Il Cigno le risponde "Ti ho comprato qualcosa. Se non ti piace non aprirlo". Fine primo tempo 3-0. Il secondo tempo vede un goal degli avversari e l'ingresso in campo del nostro Cigno, l'altissimo Scrooge dal cuore d'oro, il nostro Cristian. Allarga le braccia, sputa, scalcia, fa e riceve falli. Ops questo è Ibra. Il nostro, invece, si muove in attacco facendo ammattire la difesa avversaria e, chiamato dalla panchina per dar posto a qualcun'altro chiede un minuto ancora, accordatogli. Qui succede tutto ciò che un tifoso giocatore vorrebbe vedere. Palla a Cristian. Stop. Semi girata di destro. Palla dentro. Braccia aperte. Lingua fuori. Due sputacchiate. Un gesto alla curva nord ed è IDOLO. Firma autografi direttamente in campo mentre si avvicina alla panchina dove fa un dito medio a chi lo voleva cambiare,(forse non è così ma chi ho intervistato per stendere il pezzo mi ha riferito questo) e va a baciare la nostra inviata. Lui con le donne ci sa fare. Getta la maglia alla curva dove erano presente ben 2 persone. Firma un dvd della partita precedente ad un ragazzino. Autografa un poster del Milan e va negli spogliatoi. Dopo qualche palo del solito Lorenzo e qualche attacco degli avversari, la partita finisce sul 4 a 1 per noi.
Il PadellONE
Maicol voto 8. Salva più volte il risultato ergendo un muro dinanzi alla porta. Insostituibile portiere della squadra. Alza la voce quando serve ed intona canzoni partigiane per festeggiare la vittoria. Intonato.

Franco voto 9. avrà sicuramente un futuro da costruttore di strade perchè fa della fascia destra la sua Autostrada del Sole e senza intoppi finisce anche la Salerno Reggio Calabria. Complimenti perchè a differenza delle altre partite ci fa assistere ad un primo tempo da 10 e ad un secondo tempo da 7. 8,5 più mezzo voto per il goal. Asfaltatore.

Paulinho voto 10. Fa tutto ciò che avremmo sperato. Dribla. Passa. Ride. Scherza. Segna. Fa segnare. Brasile allo stato puro. Il Flamengo ne ha chiesto i servigi ma dopo la risposta negativa forse ripiegherà su Ronaldinho. Maestoso.

Adriano il molleggiato voto 7,5. Chiude a diga l'attaccante avversario e, facendosi prestare cazzuola e cemento da Franco, lo rinchiude in un cerchio di ribattute che ne fermano il potere d'attacco. Sale in attacco poche volte ma quando lo fa riesce ad incidere. Caposaldo.

Bruce il Cigno voto 8, prestazione di un certo livello. Dimentica la stanchezza e pressa gli avversari a spron battuto. Segna con cattiveria ed esulta da esaltato. Genio e sregolatezza.

Edoardo voto 7,5: fa salire la squadra e ferma il difensore avversario nella sua area. Torna ad aiutare la difesa quando ce n'è necessita. Fa respirare la squadra mantendo palla in attacco. Ordinato.

Lorenzo voto 7: gioca poco ma prende pali e peli:-) non segna ma fa sentire la sua presenza in campo. La fascia è anche casa sua e per qualche minuto la prende in affitto a Franco. Non tira rigori anche perchè non ce ne hanno dati.

Marco voto 6,5. Quando entra si muove assieme alla squadra e ne orchestra la difesa e i contropiedi. Viene utilizzato poco ma lascia comunque una buona prestazione ai tifosi. Tranquillo.

Roberto: voto 6,5 anche lui come Marco gioca poco tempo e quando lo fa costruisce azioni e smonta mobili all'Ikea. Si sacrifica per la squadra che aveva trovato l'assetto tattico perfetto. Generoso.

Ragazzi vi aspetto il 10 di gennaio per la prima partita della Coppa Uefa!!!!
Bacini e baciotti