
... IL CAPITANO.
E' un uomo di campo, di fatti prima che di parole. Franco Grassi, calciatore (???), è nato nel 1973 a Nova Aires ed è cresciuto nella zona pseudo-centrale della città, nel quartiere Saint Martin. Ancora bambino Franchino si è trovato a dover conciliare l’impegno scolastico con quello pattinifero, aiutato dal padre allenatore senza trascurare la propria innata passione per il football. Ha tirato i primi calci al suo cane (in mancanza d'altro. Dopotutto il pallone l'aveva bucato il cane...) su un campo di periferia, della cui manutenzione si occupava personalmente (del cane, s'intende). Nel 2001, appena ventisettenne, ha conosciuto Sara, che sette anni dopo sarebbe diventata sua moglie. I suoi nonni Lombardo-veneti avevano solcato l’oceano verso il Sud America e lui ha percorso la rotta inversa, tornando a vivere da protagonista in Italia: non c’è come attraversare spesso mari e cieli, avanti e indietro, per conquistare sguardi ampi e mai stanchi di incontrare il nuovo senza perdere l’antico (quante palle...). Oggi Franco non ha figli, ma un altro cane (il primo non ha resistito a lungo...) ed è il capitano dell’A.S. Energie, la squadra dello Sport Cube di Cameri in cui gioca dal 2005. E che capitano: è arrivato a superare le 600 presenze nell’Energie, secondo solo ad Aldo Migliari e a Giacinto Facchetti. Difensore, centrocampista, jolly capace di cimentarsi con successo in tutti i ruoli, Franchino – che in Argentina soprannominavano ‘el blanco’ - è davvero un uomo infaticabile: sempre di corsa, sempre presente, non salta una partita dal 25 ottobre 2005. Una fedeltà granitica alla maglia e alla società che l’ha scelto da ragazzo e della quale è diventato leader consacrato. Quando ci incontriamo, parla subito dell’Energie, con lo sguardo che brilla, anche perché oggi è un giorno speciale: la squadra ha appena vinto il match contro la prima in classifica e ha messo una seria ipoteca sul passaggio ai play off del campionato invernale.
G.A.V.: Complimenti, Franco. Tu e l’Energie continuate a regalarvi soddisfazioni a vicenda.
F.G.: «L’Energie mi ha dato fiducia quando ero uno sconosciuto e io ricambio. È una grande società, un grande club. Mi sento come a casa mia».
G.A.V.: Questo è un momento d'oro per la sua squadra. Il rischio è di sentirsi "arrivati".
F.G.: «Tutt'altro: raggiungere un sogno come l'Europa League non significa affatto smettere di sognare altre vittorie. Adesso l’Energie non ha paura di nessuno. E non ci stancheremo di vincere. Questa squadra è ora più che mai conscia della propria forza».
G.A.V.: La sua volontà è quella di continuare a giocare rinnovando il contratto fino al 2013?
F.G.: «Lo spero, magari... Però non ho ancora firmato nulla. Quel che posso dire è che ho una gran voglia di continuare anche perché mi sento bene. Avevo un accordo col Real Madrid, ma decisi di restare».
G.A.V.: Qual'è il suo segreto?
F.G.: «Il mio segreto? Non mi pongo obiettivi. Vivo la mia vita 40 minuti a settimana. Mi alleno bene e vivo alla giornata, insomma campo e famiglia. E poi ogni partita che gioco è come se fosse la prima, sono sempre bellissime emozioni».
G.A.V.: Ultimamente si sentono voci ricorrenti sull'arrivo di un nuovo allenatore.
F.G.: «La società sa quel che deve fare: dev'essere una persona con carattere, in grado di gestire lo spogliatoio e di dialogare con il gruppo. Chi arriverà non avrà da preoccuparsi, visto che troverà una strada spianata da Robertinho, non dovrà cambiare tanto ma cercare di continuare sul lavoro già avviato dall'attuale accompagnatore-allenatore. Continuare con lui sarebbe stata la soluzione più logica, ed è quello che tutti noi avremmo voluto. Lui però voleva nuove sfide, perché è ambizioso e vincente. Abbiamo provato in tutti i modi a fargli fare dietrofront, ma è stato impossibile. Ora allena l'American Fitness...».
G.A.V.: Adesso Capitano può riposare. Ma dopo le feste vi aspettano prima la UEFA e poi il girone di ritorno.
F.G.: «Faremo di tutto per vincere contro tutto e tutti. Ma soprattutto dobbiamo pensare alla volata finale».
G.A.V.: La sua squadra ha dimostrato di avere le caratteristiche per poter vincere, ma anche la fragilità per rovinare tutto sul più bello.
F.G.: «Nel nostro DNA c’è una piccola dose, o forse qualcosa di più, di sana, lucida follia... l’A.S. Energie è genio e sregolatezza, l’Energie è sofferenza, l’Energie è dolore, l’Energie è estasi».
G.A.V.: E il vostro pubblico che ne dice?
F.G.: «Il tifoso SportCubista è abituato a soffrire ma non molla mai, non abbandona mai la barca nel momento del bisogno. Il tifoso SportCubista è un’innamorato cronico, un passionale, un sanguigno. Ha un carattere argentino... E’ fedele, appassionato, nel bene e nel male. Ma è anche esigente, così come brillante, intelligente e ironico».
G.A.V.: Grazie Capitano, in bocca al lupo per la coppa e per il girone di ritorno.
F.G.: «Crepi il lupo. E se proprio non dovessimo vincere, spero almeno di fare goal. Dopodiché avrò fatto il mio... e chi se ne frega...!!!».
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